Ci sono persone che costruiscono aziende. E poi ci sono quelle, molto più rare, che costruiscono ecosistemi. Bruno Bolfo apparteneva alla seconda categoria.
Quando si pensa a Lugano, l’immaginazione corre spesso alle banche, al lago, alla calma elegante di una città che sembra aver fatto della discrezione uno stile di vita. Eppure, per oltre quarant’anni, da queste rive apparentemente tranquille sono passate immense correnti di acciaio, energia, merci e capitali diretti ai quattro angoli del pianeta. Dietro molte di quelle rotte c’era la visione di un uomo che preferiva i fatti alle dichiarazioni e i risultati ai riflettori.
Bruno Bolfo ha fatto qualcosa che sembrava quasi impossibile: trasformare una città di provincia in uno dei punti di riferimento del commodity trading internazionale. Non con proclami altisonanti, ma con il metodo più antico e più efficace del mondo imprenditoriale: lavorare, rischiare, costruire.
Le origini della sua avventura imprenditoriale affondano nel Brasile del 1979, ma è a Lugano che il progetto ha trovato il suo centro di gravità. Da qui Duferco ha iniziato a tessere una rete globale capace di collegare mercati, industrie e continenti. Una multinazionale nata sulle sponde del Ceresio sembrava un paradosso. In realtà era una scommessa. E Bolfo l’ha vinta.
La sua intuizione fu comprendere prima di molti altri che il valore di una città non dipende soltanto dalle sue dimensioni, ma dalla qualità delle competenze che riesce ad attrarre e sviluppare. Così Lugano è diventata una piattaforma internazionale dove il sapere finanziario svizzero si è incontrato con il dinamismo dei mercati globali.
Ma la vera eredità di Bolfo non è contenuta nei bilanci di Duferco. È nelle persone.
Le grandi imprese lasciano edifici. Le più grandi lasciano scuole. Duferco è stata una scuola. Nel tempo ha formato generazioni di professionisti che hanno imparato a leggere i mercati, gestire i rischi, organizzare la logistica globale, negoziare in contesti sempre più complessi. Molti di loro hanno poi preso strade autonome, fondando nuove realtà e contribuendo a creare quella che oggi viene definita la “galassia” del trading luganese.
È un fenomeno che ricorda i vecchi maestri artigiani: l’allievo entra in bottega e un giorno apre la propria. Con una differenza. Qui la bottega non produceva mobili o orologi, ma competenze destinate a muovere milioni di tonnellate di merci e miliardi di euro di scambi.
Da questo nucleo originario sono nate società specializzate nell’energia, nel gas, nell’elettricità, nella logistica e nei servizi collegati. Alcune hanno raggiunto posizioni di primo piano nei rispettivi settori. Tutte portano, in qualche misura, il segno di quel modello imprenditoriale fondato su pragmatismo, velocità decisionale e capacità di adattamento. L’impatto sull’economia ticinese è stato profondo. Centinaia di posti di lavoro qualificati, un indotto che coinvolge professionisti, studi legali, revisori, banche e operatori logistici. Ma soprattutto una reputazione internazionale costruita nel tempo e consolidata giorno dopo giorno.
Oggi il commercio globale attraversa una stagione complessa, attraversata da tensioni geopolitiche, trasformazioni energetiche e nuove regole. In questo scenario, la scomparsa di Bruno Bolfo rappresenta la fine di una stagione. Non perché venga meno ciò che ha costruito, ma perché scompare uno di quei protagonisti che riescono a lasciare un’impronta riconoscibile sul destino di un territorio.
Lugano perde il suo patriarca del trading. Perde un imprenditore che ha sempre preferito agire lontano dai riflettori. Ma conserva qualcosa di più duraturo della presenza di un singolo uomo: una cultura d’impresa, una rete di competenze e una vocazione internazionale che continuano a generare valore. In fondo, il vero lascito di Bruno Bolfo non è una società né un settore economico. È l’idea che anche una città affacciata su un lago possa diventare una finestra aperta sul mondo, se qualcuno ha il coraggio di immaginarla così. E poi di lavorare una vita intera per renderla reale.
Pubblicato originariamente sulCorriere del Ticino, 22 luglio 2026.
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2026/07/bruno_bolfo_copyright_Duferco.jpg6751200Monica Zurfluhhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngMonica Zurfluh2026-07-22 11:28:292026-07-22 11:28:30Bruno Bolfo: l’uomo che insegnò a Lugano a parlare con il mondo
In qualità di evento di punta della Lugano Commodity Trading Association (LCTA), la Global Commodities Conference (GCC) si è affermata come uno dei principali forum di dialogo dedicati alle forze che stanno plasmando i mercati internazionali delle materie prime. Svoltasi presso il LAC Lugano Arte e Cultura il 22 e 23 giugno 2026, la GCC 2026 ha riunito oltre 200 rappresentanti di alto livello provenienti da istituzioni governative, diplomazia, mondo accademico e industria per analizzare come gli sviluppi geopolitici, tecnologici e finanziari stiano ridefinendo il panorama del commodity trading.
La realizzazione della GCC 2026 è stata resa possibile grazie al prezioso sostegno dei suoi sponsor e partner: Fidinam Group Holding SA e Banca Zarattini & Co. hanno partecipato come Gold Sponsor, affiancati da Cornèr Banca SA, Sirius Energy SA, TELF AG e Valcambi SA in qualità di Silver Sponsor, mentre Axion SWISS Bank ha sostenuto la serata inaugurale come Dinner Sponsor. Organizzata sotto il patrocinio della Città di Lugano, la conferenza ha inoltre beneficiato del supporto dei partner istituzionali Camera di commercio e dell’industria del Cantone Ticino (Cc-Ti), SUISSENÉGOCE e Zug Commodity Association (ZCA).
Questa retrospettiva ripercorre i principali temi emersi nel corso della GCC 2026. Un messaggio è emerso con particolare chiarezza: il commodity trading è entrato in una nuova era.
Tensioni geopolitiche, interruzioni delle catene di approvvigionamento, sanzioni, competizione tecnologica e incertezza monetaria vengono spesso analizzate come fenomeni separati. Dalla GCC 2026 è invece emersa una lettura diversa: considerate nel loro insieme, esse riflettono una più ampia trasformazione dell’ordine economico internazionale, nella quale geopolitica, finanza, tecnologia e politica industriale risultano sempre più interdipendenti.
La globalizzazione non sta scomparendo. Il commercio internazionale continua a collegare economie, imprese e società in tutto il mondo. Ciò che sta cambiando è il contesto nel quale esso si sviluppa. Accanto all’efficienza, oggi sono la resilienza, la sicurezza economica, l’affidabilità delle partnership e la capacità di adattamento strategico a definire l’ambiente economico internazionale.
I capitoli che seguono ripercorrono la conferenza attraverso questa chiave di lettura, seguendo il filo conduttore che va dal ruolo della Svizzera in un mondo in trasformazione all’evoluzione geopolitica dei mercati delle materie prime, fino ai cambiamenti dell’architettura finanziaria che sostiene il commercio globale.
Gettare le basi
La GCC 2026 si è aperta con due momenti complementari dedicati al futuro del commodity trading. Il primo ha celebrato la nuova generazione di professionisti del settore attraverso la cerimonia di consegna dei diplomi del Certified Commodity Trading Specialist (CCTS); il secondo ha approfondito il ruolo della Svizzera quale piazza internazionale del commercio riconosciuta per la propria affidabilità. Insieme, questi due appuntamenti hanno posto le basi per le discussioni sviluppatesi durante la giornata principale della conferenza.
Investire nel futuro
La GCC 2026 si è aperta celebrando i nuovi diplomati del programma Certified Commodity Trading Specialist (CCTS), riaffermando l’impegno di lungo periodo di LCTA a favore della formazione e dello sviluppo professionale. La classe diplomata comprendeva Mattia Baratti, Giacomo Cagliani, Giacomo Cazzaniga, Emma Fogagnolo, Stefan Jovanovic, Irina Lyashenko, Marko Markovic e Talia Noémie Odjou. Nel corso della cerimonia è stato inoltre conferito a Marko Markovic il riconoscimento di Best Student dell’edizione CCTS 2025. Pur non avendo potuto partecipare personalmente alla cerimonia, il suo eccellente risultato accademico è stato comunque celebrato nel corso della serata.
Più che una semplice cerimonia di diploma, l’evento ha riaffermato la convinzione di LCTA secondo cui la competitività di lungo periodo del settore del commodity trading dipende, in ultima analisi, dalle persone. In un contesto in cui i mercati sono sempre più interconnessi e gli ambienti economici sempre più complessi, competenze professionali, conoscenze interdisciplinari e formazione continua rappresentano veri e propri asset strategici.
Nel corso degli anni, il programma CCTS è diventato l’iniziativa formativa di punta di LCTA. Realizzato in collaborazione con ALMA Impact, il corso fornisce ai professionisti le conoscenze interdisciplinari e le competenze pratiche necessarie per operare con successo nell’attuale contesto del commercio internazionale delle materie prime, sempre più complesso.
Aprire la GCC 2026 con la cerimonia di diploma ha quindi trasmesso un messaggio chiaro: prima di discutere del futuro dei mercati globali delle materie prime, la conferenza ha voluto rendere omaggio a coloro che contribuiranno a plasmarlo.
La Svizzera in un mondo che cambia
La serata inaugurale è proseguita con una conversazione tra la Segretaria di Stato Hélène Budliger Artieda e Roberto Grassi, Vicepresidente di LCTA, dedicata al ruolo della Svizzera in un contesto internazionale sempre più caratterizzato da tensioni geopolitiche, sicurezza economica e competizione strategica.
Il confronto ha evidenziato come la competitività della Svizzera si fondi su una combinazione di stabilità politica, certezza del diritto, affidabilità istituzionale e apertura al commercio internazionale. In un periodo segnato da incertezza geopolitica e da un contesto economico in rapida evoluzione, questi punti di forza hanno acquisito un valore ancora maggiore, ma non possono essere dati per scontati. Mantenere l’attrattività della Svizzera richiede investimenti nell’innovazione, nello sviluppo dei talenti e in politiche economiche solide, accompagnati da un costante impegno a favore della cooperazione internazionale.
Uno dei temi centrali della discussione è stato quello della neutralità. Piuttosto che rappresentare una forma di isolamento, essa è stata descritta come un quadro di riferimento che consente alla Svizzera di mantenere un dialogo aperto con un’ampia gamma di partner internazionali, salvaguardando al contempo la propria credibilità, il rispetto dello Stato di diritto e l’applicazione coerente degli obblighi internazionali, comprese le sanzioni.
Per il settore del commodity trading, queste caratteristiche rivestono un’importanza particolare. Le imprese che operano in molteplici giurisdizioni fanno affidamento su istituzioni stabili, su una regolamentazione trasparente e su un sistema giuridico affidabile per gestire operazioni internazionali sempre più complesse. In questo contesto, la prevedibilità è diventata un autentico vantaggio competitivo.
Aprendo la GCC 2026 con questa conversazione, LCTA ha voluto collocare il ruolo della Svizzera all’interno della più ampia trasformazione del commercio mondiale, prima di approfondire le dinamiche geopolitiche e finanziarie sviluppate nel corso della giornata principale della conferenza. Il dibattito ha ricordato come, in un mondo sempre più incerto, la fiducia continui a rappresentare uno degli asset strategici più preziosi della Svizzera.
Dalle sfide globali alle decisioni d’impresa
La giornata principale della conferenza si è aperta con gli interventi di benvenuto di Matteo Somaini, Presidente di LCTA, e di Michele Foletti, Sindaco di Lugano.
Nel suo intervento, Somaini ha sottolineato il valore del dialogo tra istituzioni, mondo accademico e industria per affrontare un contesto internazionale sempre più complesso, nel quale la geografia non è più determinata esclusivamente dalla prossimità fisica e gli operatori economici agiscono come nodi di una rete globale altamente interconnessa, mettendo così in discussione il concetto tradizionale di “regione”.
Foletti ha invece ribadito il sostegno della Città di Lugano al settore del commodity trading, riconoscendone il ruolo di uno dei principali poli europei del commercio di materie prime.
Sviluppando i temi introdotti durante la serata inaugurale, la conferenza ha quindi ampliato la propria prospettiva, passando dal ruolo della Svizzera nel sistema commerciale globale alle più ampie trasformazioni geopolitiche e finanziarie che stanno ridefinendo i mercati delle materie prime. In questo contesto ha preso avvio la prima sessione tematica dedicata alla Geopolitica delle risorse.
La geopolitica delle risorse
La prima sessione tematica della GCC 2026 ha riunito l’Ambasciatore Ettore Francesco Sequi, già Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano, insieme ai panelist Alessandro Fossati (Gamma Trade SA), Alberto Salsiccia (Petraco Oil Company SA), Prof. Fabrizio Vismara (Università dell’Insubria) e Mickael Butikofer (Trafigura). La sessione, moderata da Dmitry Dvoretskiy (DITH), ha analizzato l’impatto di un contesto geopolitico in rapida evoluzione sui mercati delle materie prime e sui modelli di business delle imprese.
Dalle discussioni è emerso un messaggio centrale: le tensioni geopolitiche odierne non devono essere interpretate come una successione di crisi indipendenti. Esse rappresentano piuttosto le manifestazioni di una trasformazione più profonda dell’ordine internazionale. Competizione strategica, sicurezza economica e politica industriale influenzano sempre più decisioni che in passato erano guidate prevalentemente dalle dinamiche di mercato.
Energia, metalli industriali, prodotti agricoli e minerali critici hanno ormai assunto una valenza strategica che va oltre la tradizionale logica della domanda e dell’offerta. Essi incidono direttamente sulla competitività industriale, sulla leadership tecnologica e sulla resilienza delle economie nazionali. Di conseguenza, i mercati delle materie prime si collocano oggi all’intersezione tra economia, politica estera e sicurezza.
Oggi il vantaggio competitivo va ben oltre il semplice accesso alle risorse naturali. A fare la differenza è sempre più la capacità di raffinarle, trasportarle, finanziarle e integrarle in ecosistemi industriali resilienti. Capacità di trasformazione, infrastrutture logistiche, rotte marittime e catene di approvvigionamento affidabili hanno quindi assunto un’importanza strategica pari a quella delle risorse stesse.
Questa evoluzione è particolarmente evidente nelle tecnologie che alimentano l’economia globale. L’intelligenza artificiale, le infrastrutture digitali e la transizione energetica dipendono tutte da un approvvigionamento sicuro di energia elettrica, minerali critici, capacità manifatturiera avanzata e reti di trasporto affidabili. L’innovazione tecnologica, anziché ridurre l’importanza delle materie prime, ne sta rafforzando il valore strategico.
Per le imprese attive nel commodity trading, questi sviluppi hanno conseguenze molto concrete. Le decisioni commerciali non possono più basarsi esclusivamente su prezzi, domanda e offerta. Richiedono sempre più una comprensione approfondita delle dinamiche geopolitiche, dei regimi sanzionatori, dell’evoluzione normativa, dei vincoli infrastrutturali e delle trasformazioni nelle relazioni commerciali internazionali.
Latavola rotonda ha completato il keynote speech traducendo queste dinamiche geopolitiche nella realtà operativa quotidiana delle società di commodity trading. Il confronto ha ribadito l’importanza della resilienza, della diversificazione e di una visione strategica di lungo periodo in un contesto economico sempre più complesso.
I partecipanti hanno concordato sul fatto che questo scenario non rappresenti la fine della globalizzazione. Esso segna piuttosto l’inizio di una nuova fase, nella quale la resilienza si affianca all’efficienza, la diversificazione rafforza le catene di approvvigionamento e le partnership affidabili assumono un ruolo sempre più centrale. Il commercio internazionale rimane globale, ma il contesto nel quale opera è diventato decisamente più articolato.
La sessione si è conclusa con un messaggio chiaro: il commodity trading non è più plasmato esclusivamente dalle dinamiche di mercato. È sempre più influenzato dall’interazione tra geopolitica, tecnologia, finanza e regolamentazione. Comprendere queste dinamiche non costituisce più soltanto un vantaggio competitivo: è diventato un elemento essenziale per operare con successo nell’economia globale contemporanea.
Frammentazione monetaria
La seconda sessione tematica della GCC 2026 ha spostato l’attenzione sui sistemi finanziari che sostengono il commercio internazionale. Guidata dal Professor Angelo Ranaldo, con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato anche François Broussard (ING), Giulio Macciocchi (DXT Commodities SA) e Fabio Baglio (Tether), e moderata da Dimitri Loringett (Corriere del Ticino), la sessione ha analizzato come i cambiamenti geopolitici stiano influenzando le valute, i mercati finanziari e le transazioni transfrontaliere.
Un messaggio è emerso con particolare chiarezza: finanza e geopolitica sono ormai inscindibili. In un contesto in cui i governi ricorrono sempre più frequentemente a sanzioni, politiche industriali e misure volte a rafforzare la sicurezza economica, i mercati finanziari si stanno adattando a un ambiente internazionale sempre più frammentato. Sebbene il sistema monetario globale abbia dimostrato una notevole capacità di resilienza, il quadro nel quale opera è diventato significativamente più complesso.
La sessione ha evidenziato come il rischio valutario non possa più essere ricondotto esclusivamente alle oscillazioni dei tassi di cambio. Liquidità, condizioni di finanziamento, infrastrutture di pagamento, utilizzo strategico delle valute e sviluppi normativi rappresentano oggi elementi altrettanto rilevanti per le imprese che operano in molteplici giurisdizioni. Per le società di commodity trading, una gestione efficace del rischio finanziario va ormai ben oltre la semplice copertura del rischio di cambio.
Un altro tema centrale del dibattito è stato quello dell’innovazione. Asset digitali, stablecoin e nuove tecnologie di pagamento stanno creando nuove opportunità per rendere più efficienti le transazioni internazionali, aprendo al contempo nuove riflessioni in materia di regolamentazione, fiducia nei mercati e stabilità finanziaria. Più che sostituire la finanza tradizionale, queste innovazioni si stanno sviluppando parallelamente ai sistemi bancari consolidati, ampliando la gamma degli strumenti a disposizione delle imprese attive sui mercati internazionali.
La tavola rotonda ha approfondito il modo in cui tali evoluzioni stanno già incidendo sulle pratiche operative delle aziende. Gestire il rischio finanziario richiede oggi una visione più ampia, che integri competenze di mercato con una solida comprensione della liquidità, della compliance, delle tecnologie e della resilienza dei sistemi di pagamento. Come già emerso nella sessione dedicata alla geopolitica, anche gli aspetti finanziari stanno assumendo un ruolo sempre più strategico, cessando di essere considerati meri elementi operativi.
La sessione si è conclusa ribadendo uno dei messaggi trasversali dell’intera conferenza: il futuro del commodity trading non sarà determinato da una singola tendenza, bensì dalla crescente interazione tra geopolitica, finanza, tecnologia e regolamentazione. Le imprese in grado di comprendere queste interdipendenze saranno meglio attrezzate per affrontare un mercato globale sempre più dinamico.
Uno sguardo al futuro
La GCC 2026 ha dimostrato che il commodity tradingè entrato in una nuova era. I mercati continuano a rappresentare il cuore del commercio internazionale delle materie prime, ma non operano più in modo indipendente rispetto alla geopolitica, alla finanza, alla tecnologia o alla regolamentazione. Le decisioni commerciali richiedono oggi un insieme di competenze più ampio e una conoscenza approfondita degli sviluppi politici, dei regimi sanzionatori, delle politiche industriali, delle infrastrutture finanziarie, della cybersicurezza, della sostenibilità e della cooperazione internazionale.
Per le imprese del settore, questa crescente complessità rappresenta al tempo stesso una sfida e un’opportunità. La capacità di interpretare il cambiamento, anticipare i rischi e adattare le proprie strategie di business è diventata importante quanto la competenza commerciale stessa. Resilienza, partnership affidabili e visione di lungo periodo si affiancano oggi all’efficienza tra gli elementi che contraddistinguono le organizzazioni di maggior successo.
Questa evoluzione conferma inoltre l’importanza di investire nelle persone. Nel corso della GCC 2026 è emerso con forza un tema ricorrente: il futuro del settore dipenderà non soltanto dai mercati o dalla tecnologia, ma soprattutto da professionisti capaci di collegare discipline diverse, interpretare gli sviluppi globali e assumere decisioni consapevoli in un contesto sempre più interconnesso.
Per la Svizzera, questi cambiamenti rappresentano anche una nuova opportunità. Stabilità politica, certezza del diritto, apertura al commercio internazionale e solidità delle istituzioni continuano a costituire punti di forza fondamentali, offrendo alle imprese una base solida dalla quale affrontare un’economia globale sempre più dinamica.
In qualità di evento di riferimento di LCTA, la GCC 2026 ha dimostrato ancora una volta il valore di riunire responsabili politici, accademici e rappresentanti dell’industria per favorire lo scambio di prospettive, mettere in discussione convinzioni consolidate e promuovere un dialogo costruttivo. In un mondo in cui la complessità sta diventando la nuova normalità, questo dialogo non è semplicemente utile: è indispensabile.
La conferenza si è conclusa, ma le riflessioni che ha generato sono destinate a proseguire. Con l’evoluzione dei mercati delle materie prime, continuerà a evolversi anche il ruolo di chi vi opera. Comprendere il cambiamento, cogliere le opportunità offerte dall’innovazione e costruire partnership solide e durature saranno fattori decisivi per il futuro del commodity trading. La GCC continuerà a offrire uno spazio di confronto privilegiato per accompagnare questa evoluzione.
Guarda il video e sfoglia la rassegna fotografica per rivivere i momenti salienti
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2026/07/Somaini_BudligerArtieda_Grassi_GCC2026_LCTA.jpg12811920LCTA Editorhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngLCTA Editor2026-07-09 16:38:312026-07-10 11:51:32Retrospettiva GCC 2026 | Il commodity trading in un mondo che cambia
Prosegue fino al 9 luglio 2026 la consultazione sul controprogetto indiretto del Consiglio federale all’iniziativa popolare «Per imprese responsabili – per la tutela dell’essere umano e dell’ambiente» (RBI II). La procedura, avviata il 2 aprile scorso, prevede l’introduzione di nuove disposizioni in materia di rendicontazione della sostenibilità, dovere di diligenza e responsabilità delle imprese.
La proposta si inserisce nel contesto della crescente attenzione internazionale verso i temi ESG e richiama diversi sviluppi normativi dell’Unione europea, in particolare la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D).
Per le imprese svizzere attive sui mercati internazionali – comprese società di commodity trading, esportatori, gruppi industriali, istituti finanziari e multinazionali – il progetto potrebbe comportare importanti implicazioni operative, giuridiche e di compliance.
Un nuovo quadro normativo
Il progetto di Legge federale sulla governance aziendale sostenibile mira a disciplinare in maniera organica gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità e il dovere di diligenza in materia di diritti umani e tutela dell’ambiente.
Secondo la documentazione posta in consultazione, le nuove disposizioni si applicherebbero principalmente alle grandi imprese e ai gruppi societari che superano determinate soglie dimensionali. La maggior parte delle PMI resterebbe al di fuori del campo di applicazione diretto della normativa, pur potendo essere interessata indirettamente attraverso richieste di informazioni e obblighi derivanti dalle catene di fornitura.
Tra gli elementi principali figurano:
obblighi di rendicontazione su aspetti ambientali, sociali, di governance e diritti umani;
requisiti di dovuta diligenza relativi agli impatti ambientali e ai diritti umani lungo le attività aziendali e le catene del valore;
verifica esterna delle informazioni di sostenibilità;
disposizioni in materia di responsabilità civile;
istituzione di un’autorità di vigilanza dedicata.
Le principali questioni sollevate dalle associazioni economiche
Diverse associazioni economiche hanno già presentato le proprie osservazioni nell’ambito della consultazione. Tra queste figura anche SUISSENÉGOCE, l’associazione mantello del settore svizzero del commercio di materie prime.
Tra i temi che hanno attirato maggiore attenzione vi sono in particolare la responsabilità civile, i nuovi obblighi di rendicontazione, la creazione e i poteri della futura autorità di vigilanza e gli effetti sulle catene del valore internazionali.
Responsabilità civile
Il progetto introduce specifici meccanismi di responsabilità civile in caso di violazione degli obblighi di diligenza.
Secondo le osservazioni presentate da SUISSENÉGOCE, alcuni aspetti della proposta potrebbero comportare un aumento dell’incertezza giuridica per le imprese attive a livello internazionale. Tra gli elementi citati figurano l’estensione, in determinati casi, dei termini di prescrizione da 10 a 20 anni, nonché questioni legate all’onere della prova e alla gestione di eventuali danni verificatisi all’estero.
Rendicontazione della sostenibilità
La proposta prevede un ampliamento degli obblighi di rendicontazione e l’introduzione di verifiche esterne delle informazioni pubblicate.
Secondo diverse associazioni economiche, l’estensione dei requisiti di assurance potrebbe tradursi in costi di revisione più elevati e in procedure di compliance più complesse rispetto a quelle previste in altri ordinamenti.
Anche le tempistiche di pubblicazione delle informazioni di sostenibilità potrebbero comportare ulteriori esigenze organizzative per le imprese interessate.
Autorità di vigilanza e sanzioni
Il progetto prevede la creazione di una nuova autorità federale incaricata di monitorare il rispetto della normativa.
Tra i poteri previsti figurano la possibilità di richiedere informazioni, svolgere indagini, adottare misure correttive e infliggere sanzioni. In alcuni casi, le sanzioni potrebbero essere calcolate sulla base del fatturato aziendale.
Questo aspetto è stato oggetto di particolare attenzione da parte di alcuni settori economici, tra cui il commodity trading, caratterizzato da elevati volumi di attività e margini generalmente contenuti.
Effetti lungo le catene del valore internazionali
Gli obblighi di diligenza previsti dal progetto potrebbero estendersi anche a rapporti con fornitori, filiali e partner commerciali situati al di fuori della Svizzera.
Di conseguenza, le nuove disposizioni potrebbero avere ripercussioni lungo l’intera catena del valore internazionale e interessare numerosi partner commerciali della Svizzera, inclusi Paesi con i quali sono in vigore accordi di libero scambio.
Allineamento con il quadro europeo
Pur ispirandosi alla normativa europea, il progetto svizzero interviene in un contesto nel quale l’attuazione della CS3D all’interno dell’Unione europea è ancora in corso e diversi aspetti applicativi devono essere definiti.
Nelle proprie prese di posizione, SUISSENÉGOCE e altre associazioni economiche hanno evidenziato che alcune disposizioni del progetto potrebbero risultare più estese rispetto agli attuali requisiti europei, con possibili ripercussioni sui costi di compliance e sulle condizioni concorrenziali delle imprese svizzere.
Le associazioni ricordano inoltre che le direttive europee CSRD e CS3D non rientrano negli accordi Bilaterali III negoziati tra Svizzera e Unione europea e che il loro recepimento nel diritto svizzero non costituisce pertanto un obbligo giuridico derivante dagli accordi bilaterali.
Una questione rilevante per la piazza economica svizzera
La Svizzera ospita uno dei principali hub mondiali del commercio di materie prime, oltre a numerose imprese esportatrici, gruppi industriali, istituti finanziari e fornitori di servizi attivi a livello internazionale.
Per questi settori, il dibattito riguarda non soltanto gli obiettivi di sostenibilità perseguiti dal legislatore, ma anche il mantenimento di condizioni quadro competitive e prevedibili per le imprese che operano sui mercati globali.
Di concerto con SUISSENÉGOCE, anche LCTA ha avviato contatti con diversi interlocutori istituzionali ticinesi, tra cui la Camera di commercio, industria, artigianato e servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti) e le autorità cantonali, per sensibilizzare circa le possibili implicazioni che il progetto potrebbe avere per le società di commodity trading, gli esportatori e l’economia svizzera più in generale.
Le imprese, le associazioni economiche e gli altri portatori d’interesse hanno tempo fino al 9 luglio 2026 per presentare le proprie osservazioni nell’ambito della procedura di consultazione.
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2026/05/jessica45-lady-justice-2388500-scaled.jpg19202560Monica Zurfluhhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngMonica Zurfluh2026-06-01 11:00:002026-06-01 12:39:55Nuove regole su sostenibilità e dovere di diligenza: in consultazione il controprogetto all’iniziativa «Imprese responsabili»
Nella seduta del 27 maggio 2026, il Consiglio federale ha adottato un pacchetto di misure volto a rafforzare la navigazione marittima svizzera, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività della bandiera svizzera e di adeguare il quadro normativo alle evoluzioni del settore.
Le misure si inseriscono nel processo di revisione complessiva della legislazione marittima e nel più ampio pacchetto federale per la competitività dell’economia svizzera.
Per la Svizzera, importante hub internazionale del commodity trading e dei servizi legati allo shipping, la qualità del quadro normativo marittimo riveste un ruolo rilevante per la competitività della piazza economica.
Revisione legislativa: riduzione degli oneri dopo il superamento delle fideiussioni
Una componente centrale della riforma riguarda la modifica della legge federale sulla navigazione marittima sotto bandiera svizzera, con l’obiettivo di eliminare disposizioni divenute obsolete.
Il Consiglio federale propone in particolare di abrogare le basi legali legate alle fideiussioni federali per le navi d’alto mare, non più concesse dalla fine del 2016 e ritenute non più giustificate alla luce del loro limitato contributo all’approvvigionamento del Paese.
In questo contesto, la revisione prevede la soppressione di requisiti di capitale minimo, l’alleggerimento degli obblighi di revisione e la riduzione di alcuni ostacoli amministrativi legati alla rinuncia alla bandiera svizzera.
La razionalizzazione normativa mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e a rendere il quadro giuridico più coerente con le attualipratiche operative del settore marittimo internazionale.
Modifiche d’ordinanza: maggiore flessibilità operativa per gli operatori
Parallelamente alla revisione legislativa, il Consiglio federale introduce modifiche a livello di ordinanza destinate a entrare in vigore nel breve termine.
Una modifica di rilievo riguarda i criteri per battere bandiera svizzera. Finora, la registrazione era limitata a navi di proprietà di società svizzere e gestite da armatori svizzeri. In futuro, un armatore con sede in Svizzera potrà iscrivere una nave nel registro svizzero anche qualora la società proprietaria abbia sede all’estero.
Questa evoluzione tiene conto delle dinamiche del settore e mira a facilitare strutture di leasing e finanziamenti bancari internazionali.
Per gli operatori dello shipping, la misura introduce una maggiore flessibilità nella strutturazione di operazioni internazionali di leasing e finanziamento, contribuendo al contempo a rafforzare la competitività dell’ecosistema svizzero del commercio marittimo e del trade finance.
Riconoscimento della polizza di carico elettronica
Le modifiche d’ordinanza intervengono anche sul piano della digitalizzazione del commercio marittimo.
Il Consiglio federale precisa che la polizza di carico – documento centrale nel trasporto marittimo delle merci – può essere gestita anche in forma elettronica (electronic bill of lading).
Per il settore del commodity trading e del trade finance, tale evoluzione assume particolare rilevanza, in quanto incide direttamente sulla gestione documentale delle operazioni e sulla possibilità di digitalizzazione dei processi lungo la supply chain.
Entrata in vigore e sviluppi futuri
Le modifiche introdotte si articolano su due livelli temporali distinti.
Le disposizioni a livello di ordinanza – in particolare quelle relative ai requisiti per la bandiera svizzera e alla gestione elettronica dei documenti – sono destinate a entrare in vigore il 1° luglio 2026.
La revisione della legge federale sulla navigazione marittima, che include l’abrogazione delle disposizioni legate alle fideiussioni federali e la semplificazione del quadro regolatorio, dovrà invece seguire il consueto iter parlamentare prima di poter entrare in vigore. Nel loro insieme, le misure si inseriscono in un processo di revisione più ampio della normativa marittima svizzera, con l’obiettivo di rafforzare nel lungo periodo l’affidabilità e l’attrattività della bandiera svizzera nel contesto internazionale.
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2026/05/hans-flag-999687-1-scaled.jpg17072560Monica Zurfluhhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngMonica Zurfluh2026-05-28 14:51:002026-06-01 07:37:44Navigazione marittima svizzera: nuove regole per rafforzare il settore e allinearsi alle pratiche internazionali
Il diritto svizzero prevede attualmente un divieto di cabotaggio che, salvo eccezioni limitate, preclude alle compagnie aeree straniere l’operatività sulle rotte nazionali svizzere.
In questo contesto si inserisce l’iniziativa parlamentare 25.447 «Garantire collegamenti efficienti. Adeguamento della legge sulla navigazione aerea» del consigliere agli Stati ticinese Fabio Regazzi, anche dal consigliere agli Stati ticinese Marco Chiesa e dai rappresentanti ginevrini al Consiglio degli Stati. Il testo propone una modifica dell’articolo 32 della Legge federale sulla navigazione aerea (LNA) affinché, a determinate condizioni, anche compagnie con sede nell’UE o nell’AELS possano operare collegamenti interni in concessione in Svizzera.
La proposta mira in particolare a favorire collegamenti più efficienti tra Lugano e Ginevra, due importanti centri economici e finanziari del Paese, nonché piazze rilevanti per il commercio internazionale e il commercio di materie prime. Attualmente, i collegamenti terrestri tra le due città richiedono oltre cinque ore di percorrenza.
Lo scorso 22 maggio, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha proceduto all’esame preliminare dell’iniziativa e, con 7 voti contro 3 e 2 astensioni, ne ha sostenuto il seguito parlamentare. Il dossier passerà ora alla commissione omologa del Consiglio nazionale.
L’iniziativa non propone un’abolizione generale del divieto di cabotaggio, bensì l’introduzione di deroghe mirate nei casi in cui «l’esigenza di trasporto non può essere soddisfatta altrimenti in modo equivalente». Le condizioni concrete dovrebbero successivamente essere definite dal Consiglio federale.
Il dossier richiama più in generale il tema della connettività del Ticino con gli altri centri economici svizzeri, particolarmente rilevante per settori internazionali quali il commercio di materie prime, il trade finance e i servizi collegati.
Il contributo del settore del commodity trading ha inciso in modo significativo sulle entrate recenti della Città di Lugano.
Come emerso in occasione della presentazione del consuntivo della Città tenutasi il 23 aprile 2026, pur trattandosi di un elemento non strutturale, esso resta rilevante per comprendere l’evoluzione dei conti pubblici e il posizionamento della città quale hub internazionale del trading.
Commento LCTA:
La Lugano Commodity Trading Association prende atto del contributo del settore alle entrate pubbliche recenti e ribadisce l’importanza di un quadro stabile e competitivo per sostenere il ruolo di Lugano quale hub internazionale di primo piano.
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2026/04/Lugano_peso_commodity_trading.jpg9051268LCTA Editorhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngLCTA Editor2026-04-24 10:39:112026-05-27 15:15:45Lugano: il peso del commodity trading nei conti pubblici
LCTA si congratula con ASPASI per il risultato ottenuto a favore di Lugano Airport, dopo la decisione del Consiglio nazionale di respingere il taglio dei contributi federali destinati agli aerodromi regionali.
Anche LCTA ha sostenuto questo impegno comune, riconoscendo l’importanza strategica dello scalo di Agno per l’economia ticinese. Maggiori informazioni nella news di ASPASI.
In un anno segnato da frammentazione geopolitica, iper-regolamentazione e mutamenti di potere nella filiera globale, l’Assemblea generale annuale e la Commodity Roundtable di LCTA a Lugano hanno offerto uno sguardo schietto sulle forze che stanno ridisegnando il mondo del commercio di materie prime.
I leader del settore hanno analizzato un’economia globale al massimo dell’interdipendenza ma sempre più vulnerabile, hanno messo in guardia dai rischi di una trappola competitiva auto-inflitta in Europa e sottolineato come la vera leva geopolitica non sia più l’accesso alle commodity, bensì la capacità di trasformarle. Dal ruolo evolutivo della Svizzera come polo di stabilità, al lento progresso della digitalizzazione fino alla persistente centralità del dollaro, la tavola rotonda ha fotografato un settore che vive la (scarsa) volatilità e la lentezza dei cicli non come una rottura, ma come il nuovo ritmo operativo.
Dopo una sessione a porte chiuse dell’Assemblea Generale – durante la quale il Comitato esecutivo di LCTA è stato rafforzato con l’ingresso, approvato dall’Assemblea, di Laurence Debalme, Head of Commodity Trade Finance Metals & Petrochemicals di UBS Switzerland AG, in qualità di nuova rappresentante della Banca, la conferma dell’intero Board e la presentazione dei risultati del sondaggio interno svolto tra settembre e ottobre 2025 – la Commodity Roundtable di LCTA del 3 dicembre 2025 all’Hotel Splendide Royal di Lugano si è aperta con un taglio marcatamente riflessivo e strategico. Riunendo 130 partecipanti, l’evento ha intrecciato analisi geopolitiche di alto livello con osservazioni operative concrete, mettendo in luce la crescente complessità in cui operano oggi i trader di materie prime.
Quello che è emerso non è stato un convegno tradizionale, ma una conversazione tra professionisti che si muovono nel punto di intersezione tra mercati, geopolitica e regolamentazione. Il messaggio centrale scaturito dalla discussione è che l’economia globale si trova a un punto di svolta.
Con l’apertura commerciale che si attesta attorno al 60% del PIL mondiale, nel suo intervento introduttivo il presidente LCTA Matteo Somaini ha posto una domanda cruciale: stiamo assistendo al picco dell’interdipendenza globale o a un equilibrio fragile, esposto a shock geopolitici? In questo scenario, i trader non sono più meri intermediari neutrali; sono diventati veri e propri navigatori di sanzioni, asimmetrie regolatorie, interruzioni delle catene del valore e alleanze politiche in rapido mutamento.
Il ruolo della Svizzera è stato analizzato con particolare chiarezza. L’ambasciatrice Andrea Rauber Saxer, Capo della Divisione Relazioni economiche bilaterali della SECO e responsabile del SECO Commodities Network, ha sottolineato che, sebbene l’OMC governi ancora la maggior parte del commercio globale, la sua incapacità di adattarsi ha spinto molti Paesi verso soluzioni bilaterali e multilaterali. Per una Nazione come la Svizzera – storicamente ancorata a un quadro multilaterale stabile e a regole condivise – questa crescente frammentazione rappresenta un contesto complesso, tanto più in un momento in cui la rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina ridisegna i mercati e trasforma i minerali critici in strumenti di leva geopolitica. I trader, ha osservato, si trovano “nel mezzo di questo grande gioco”. In risposta, la Svizzera ha rafforzato e diversificato le proprie partnership: aggiornando gli accordi bilaterali con l’UE e rafforzando le relazioni con India, Thailandia e Mercosur. In un mondo segnato da volatilità e fratture geopolitiche, la neutralità, la coerenza giuridica e l’affidabilità istituzionale diventano garanzie essenziali per industrie e operatori globali.
La riconfigurazione dei flussi di materie prime è stata il cuore del dibattito successivo. Moderato dal vicepresidente LCTA Roberto Grassi, il panel composto da Laurence Debalme (UBS Switzerland AG), Nikolay Litvinenko (Telf AG), Vincenzo Romeo (Nova Marine Carriers SA), Alberto Salsiccia (Petraco Oil Company SA), ha osservato che il commercio globale si comporta come l’acqua: trova sempre una via per aggirare gli ostacoli. La perdita delle esportazioni di grano ucraino, ad esempio, non ha paralizzato i mercati cerealicoli; ha semplicemente ridiretto l’offerta verso altri produttori, al prezzo di rotte più lunghe, noli più elevati e volatilità persistente. Per governi e consumatori, queste interruzioni sono destabilizzanti; per i trader, invece, la volatilità rappresenta opportunità.
La competitività europea e il peso della regolamentazione unilaterale hanno suscitato discussioni particolarmente schiette. I relatori hanno espresso preoccupazione per la crescente asimmetria normativa tra l’Europa e il resto del mondo. Strumenti di carbon pricing, obblighi di sostenibilità e requisiti settoriali riflettono l’ambizione politica europea, ma impongono costi non sostenuti dai concorrenti esteri. Questo squilibrio accelera la deindustrializzazione del continente senza produrre riduzioni significative delle emissioni globali. È emerso con forza che le politiche climatiche devono essere coordinate a livello internazionale; in caso contrario, l’Europa rischia di “risolvere” il problema delle emissioni esportando produzione e inquinamento.
Particolarmente incisiva è stata l’analisi del segmento midstream delle catene globali delle commodity: non è l’accesso alle materie prime a definire la leva geopolitica, bensì il controllo della capacità di trasformazione. Il cobalto estratto in Congo o il rame proveniente dal Cile possono essere acquistati sul mercato internazionale; il vero collo di bottiglia strategico risiede però nelle fasi di raffinazione, fusione e conversione chimica. A differenza di alcuni Paesi, l’Europa manca di capacità industriali midstream, ed è proprio in questo ambito che devono essere indirizzati gli investimenti. La conseguenza è chiara: nel settore delle materie prime, l’influenza geopolitica passa dagli impianti di lavorazione, non dai pozzi o dalle miniere. I relatori hanno sostenuto che il prossimo decennio di politica industriale dovrebbe concentrarsi meno sull’estrazione e più sulla riconquista delle capacità di trasformazione essenziali per le industrie tecnologiche.
Sul fronte valutario, vi è stato consenso nel ritenere che le discussioni sul declino del dollaro restino prevalentemente teoriche. Sanzioni e accordi bilaterali hanno favorito un maggiore utilizzo di valute alternative come yuan o dirham determinate rotte, ma si tratta di aggiustamenti tattici, non strutturali. Il dollaro continua a rappresentare l’ancora del pricing delle commodity, dei mercati finanziari e dei sistemi di gestione del rischio. Inoltre, un dollaro debole tende a favorire i trader, sostenendo prezzi più elevati delle materie prime e dunque maggiori ricavi. Il verdetto condiviso: oggi non esiste un’alternativa credibile al dollaro.
Sul fronte tecnologico, il quadro è composto da dinamismo e inerzia. L’intelligenza artificiale sta avanzando rapidamente in ambiti operativi come la manutenzione predittiva delle navi, il rilevamento di anomalie nei modelli di rischio e l’automazione dei processi di riconciliazione. Tuttavia, la digitalizzazione più ampia del commercio resta al palo: le polizze di carico elettroniche rappresentano ancora una quota marginale delle spedizioni globali. Banche, assicurazioni e autorità doganali continuano a privilegiare la documentazione cartacea per l’assenza di standard legali e tecnologici uniformi. Il settore delle commodity, nonostante scala e sofisticazione, resta quindi ancorato a sistemi analogici che sono cambiati poco nel corso dei decenni.
Oltre all’agenda ufficiale, la dimensione relazionale della tavola rotonda ha avuto un ruolo centrale. Davanti ai 130 partecipanti, le discussioni sono state schiette e spesso personali. I relatori hanno condiviso non solo dati e scenari, ma anche massime, lezioni professionali e riflessioni sulla gestione delle crisi. Un tema ricorrente: l’importanza delle relazioni. Come ricordato più volte durante l’evento, nei momenti di crisi bisogna già conoscere le persone in grado di risolverla.
La tavola rotonda si è conclusa con una valutazione sobria del mondo verso cui ci stiamo muovendo. I mercati delle materie prime entrano in un’epoca definita più dalla frammentazione che dall’integrazione, più dalla volatilità che dalla stabilità, e dove la capacità di trasformazione conta più dell’estrazione. Il ruolo della Svizzera come polo neutrale, prevedibile e sofisticato appare più prezioso che mai. Per le aziende presenti, la sfida non è ricostruire il mondo di ieri, ma adattarsi a un nuovo sistema in cui mutamenti geopolitici, divergenze regolatorie e trasformazione tecnologica saranno le forze economiche dominanti del prossimo decennio.
Rassegna fotografica
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2025/12/LCTA_Commodity_Roundtable_2025_Speakers.jpg12251632LCTA Editorhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngLCTA Editor2025-12-11 12:08:252026-05-21 16:32:21Le materie prime in un mondo frammentato: spunti dalla Tavola rotonda LCTA 2025 a Lugano
Per monitorare l’evoluzione del settore del commercio di materie prime e valutarne l’impatto economico complessivo, LCTA ha realizzato nell’autunno 2025 un sondaggio tra i propri membri, coinvolgendo esclusivamente società di trading. Nonostante le difficoltà affrontate sui mercati globali, dalla panoramica dettagliata delle performance del comparto nel periodo 2021-2023 emergono solidi fondamentali finanziari, mercati in continua evoluzione, forza lavoro in crescita e strutture occupazionali coerenti con la natura operativa del settore.
I risultati del sondaggio 2021–2023 effettuato tra le aziende associate dalla Lugano Commodity Trading Association (LCTA) confermano la solidità del settore nonostante le difficoltà globali. Oltre il 75% delle imprese mantiene il quartier generale in Ticino, consolidando Lugano come hub internazionale del trading e sottolineando l’importanza strategica del Cantone nella filiera globale delle commodities.
I ricavi delle aziende partecipanti hanno mostrato un aumento significativo nel 2022, seguito da una contrazione nel 2023, ma restano comunque superiori ai livelli del 2021, confermando una crescita complessiva positiva. La spesa salariale è aumentata negli ultimi due anni, riflettendo sia l’ampliamento dell’organico sia le performance aziendali, mentre, da una verifica con le Autorità cantonali, il gettito fiscalerappresenta oltre il 70% del totale settoriale consolidato (federale, cantonale e comunale), a testimonianza della rilevanza economica delle imprese aderenti.
L’occupazione continua a crescere, con i lavoratori frontalieri stabili intorno al 30% del totale, a conferma dell’integrazione del settore con il mercato del lavoro regionale e dell’attrattività del Ticino per talenti locali. La struttura del personale rimane orientata a posizioni operative e specialistiche, ma con un 25% di impiegati in ruoli manageriali che sono in leggera crescita. Le proiezioni stimano circa 1’000 equivalenti a tempo pieno (FTE) complessivi nel 2023 nelle sole società di trading, escludendo quindi i dipendenti di società di servizi correlate.
Dal punto di vista operativo, il comparto energetico ha mostrato dinamiche differenziate: petrolio e carburanti sono cresciuti costantemente, il GNL ha registrato un forte rimbalzo nel 2023, mentre gas e carbone hanno subito cali legati presumibilmente a fattori esogeni, come le restrizioni finanziarie e assicurative nei mercati europei per quel che riguarda il carbone. Anche i metalli evidenziano tendenze divergenti: i non ferrosi hanno più che raddoppiato il volume nel 2022 e si sono stabilizzati nel 2023, mentre i ferrosi mostrano una contrazione strutturale, in parte collegata alla riduzione dei flussi da Russia e Ucraina, storicamente importanti per gli operatori ticinesi. Altri segmenti di commodity hanno mostrato crescita nel 2022 e un moderato calo nel 2023, confermando la capacità del settore di orientarsi verso segmenti a maggiore rendimento o con maggiore potenziale di crescita.
Nel complesso, i dati delineano un settore maturo e resiliente, fortemente radicato nell’economia cantonale e capace di affrontare le sfide derivanti dalla competizione globale e dai rischi geopolitici. LCTA continuerà a investire nello sviluppo delle competenze e nell’attrattività del territorio per sostenere la competitività del Ticino a livello internazionale.
Lugano, 3 dicembre 2025
Per informazioni: Monica Zurfluh, Segretario generale LCTA, zurfluh@lcta.ch, M +41 79 220 40 71
La LCTA è un’associazione senza scopo di lucro con sede a Lugano fondata nel 2010. Conta oggi una cinquantina di associati, fra cui alcuni dei maggiori operatori del settore del commercio delle materie prime e del suo ecosistema: il Ticino è un importante centro mondiale per il commercio di metalli ferrosi e non, in primis oro e acciaio, nonché di carbone, coke, gas naturale ed elettricità
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2025/12/lugano-3272123_1280.jpg8521280LCTA Editorhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngLCTA Editor2025-12-03 18:00:002025-12-04 08:39:16Comunicato Stampa | Il commodity trading in Ticino conferma la sua resilienza e il contributo all’economia locale
Il 2 ottobre 2025, la Camera di commercio e dell’industria del Ticino (Cc-Ti) e la Lugano Commodity Trading Association (LCTA) hanno accolto un pubblico qualificato di imprenditori, dirigenti e trader di materie prime presso Villa Principe Leopoldo a Lugano per un incontro esclusivo su Saudi Vision 2030, commercio globale e gestione del rischio. L’evento, organizzato in collaborazione con Allianz Trade e con la partecipazione della Saudi Exim Bank, si è svolto in un momento cruciale di incertezza economica senza precedenti – ma anche di storica opportunità.
Sul raffinato sfondo di Villa Principe Leopoldo, affacciata sul Lago di Lugano, l’incontro informativo ha unito visioni strategiche e spunti concreti, offrendo ai partecipanti strumenti operativi per affrontare uno dei mercati emergenti più dinamici al mondo.
L’evento si è aperto con l’intervento di Luca Albertoni, Direttore della Cc-Ti, che ha ribadito la missione della Camera: aiutare le imprese ticinesi e non solo ad “anticipare le tendenze internazionali, identificare le opportunità e mitigare i rischi” nell’espansione all’estero.
Incertezza e opportunità nel commercio globale
Il primo keynote è stato affidato ad Anil Berry, membro del Group Board of Management Commercial di Allianz Trade. Il suo messaggio è stato netto: l’economia globale sta attraversando una fase di incertezza eccezionalmente elevata. Le insolvenze, che solo pochi anni fa erano ai minimi storici, sono tornate a crescere a ritmi preoccupanti – e con una rapidità senza precedenti. Se in passato il fallimento di un’azienda richiedeva tre o quattro anni, oggi può avvenire in appena tre o quattro mesi.
Berry ha individuato diversi fattori strutturali: i colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento stanno ritardando la consegna delle merci in media di 30 giorni, mentre le tensioni tariffarie e le difficoltà di finanziamento gravano fortemente sulle imprese.
Eppure, in mezzo alla turbolenza, rimangono spazi di crescita. Le previsioni di crescita globale per il 2026 si attestano al 2,5%, con gli Stati Uniti in testa all’espansione di lungo periodo e il Medio Oriente – in particolare l’Arabia Saudita – emergente come regione strategica per gli investimenti. Allianz Trade, ha sottolineato Berry, svolge un ruolo cruciale in questo scenario, gestendo ogni anno 1’300 miliardi di euro di rischio e consentendo flussi commerciali per quasi 6’000 miliardi di euro.
La Vision 2030 saudita e il ruolo della Saudi Exim
Dall’analisi globale di Berry, l’attenzione si è spostata su un’opportunità specifica: la trasformazione economica dell’Arabia Saudita. Abeer AlHarbi, Senior Manager Credit Underwriting presso Saudi Exim Bank, ha presentato l’istituto come iniziativa strategica per l’assicurazione del credito all’esportazione nell’ambito del “Project Bridges”. Fondata nel 2020 per “rafforzare la competitività dell’economia saudita non petrolifera sui mercati globali”, la banca ha già reso possibili oltre 24 miliardi di dollari in soluzioni di finanziamento e assicurazione all’export verso più di 150 Paesi.
I numeri parlano da soli: con il 63% della popolazione sotto i 30 anni e un PIL cresciuto in media del 9% annuo dal 2016, l’Arabia Saudita si sta rapidamente affermando come hub industriale globale. Questo dividendo demografico, unito a massicci investimenti infrastrutturali, genera una domanda eccezionale di tecnologie, macchinari e competenze — settori in cui le aziende svizzere eccellono.
AlHarbi ha posto l’accento su “Project Bridges” (“Jusoor” in arabo), una collaborazione pionieristica di riassicurazione con Allianz Trade. L’iniziativa non è concepita come strumento difensivo, bensì come leva per ampliare la capacità di finanziamento delle imprese saudite e dei loro partner globali, facilitando l’ingresso delle aziende svizzere ed europee sul mercato saudita.
Ha spiegato che il programma contribuisce direttamente alla Vision 2030, perseguendo quattro obiettivi:
Stimolare la crescita industriale – sostenendo l’importazione di macchinari e tecnologie avanzate per accrescere la produttività locale.
Mettere in sicurezza le catene di fornitura – garantendo flussi affidabili di materie prime e macchinari da oltre 70 Paesi.
Sbloccare il potenziale export – consentendo ai produttori sauditi di accedere con fiducia a nuovi mercati internazionali.
Favorire gli investimenti esteri – offrendo soluzioni assicurative solide che riducono i rischi di ingresso per i partner stranieri.
Far funzionare i “Bridges”: indicazioni pratiche
La presentazione conclusiva è stata affidata a William Whittington, Regional Head di Allianz Trade. Il suo intervento ha reso accessibili al pubblico gli aspetti tecnici di “Bridges”. Ha descritto un processo concepito per essere il più semplice possibile: gli esportatori o le loro banche presentano le richieste tramite i canali consueti di Allianz Trade; in seguito, Allianz e Saudi Exim effettuano valutazioni indipendenti sul credito e screening ESG/KYC. Una volta approvati, i clienti beneficiano di limiti non cancellabili e di una maggiore capacità assicurativa — fino a 100 milioni di dollari per singolo acquirente saudita, con termini di finanziamento che possono estendersi fino a sette anni.
Whittington ha condiviso anche un caso concreto che ha colpito i partecipanti: un trader di materie prime che, grazie a “Bridges”, ha ottenuto un limite assicurativo sette volte superiore a quello normalmente disponibile per una transazione saudita.
Questa espansione drastica della capacità ha trasformato una cauta operazione pilota in una partnership strategica. La flessibilità, ha sottolineato, non è riservata alle grandi imprese: anche le PMI possono beneficiarne, senza alcuna soglia minima di transazione.
Un cauto ottimismo — e una via chiara da seguire
Le discussioni hanno restituito un quadro sfaccettato. Da un lato, la fragilità dell’economia globale resta evidente, con l’aumento delle insolvenze, condizioni di finanziamento più rigide e crisi geopolitiche che aggiungono ulteriori complessità. Dall’altro, strumenti innovativi come la partnership Allianz–Saudi Exim stanno già trasformando il modo in cui le imprese affrontano il commercio in mercati volatili.
Alla chiusura dell’evento, a prevalere è stato un cauto ottimismo. Per le imprese svizzere orientate all’internazionalizzazione, la Vision 2030 saudita e gli strumenti presentati – dalle soluzioni globali di gestione del rischio di Allianz Trade agli strumenti di finanziamento e assicurazione della Saudi Exim – rappresentano non semplici opportunità teoriche, ma ponti concreti verso nuovi mercati.
Il messaggio è stato chiaro: in un’epoca di incertezza, le aziende che prospereranno saranno quelle capaci di unire visione ambiziosa e gestione accorta del rischio. Gli strumenti esistono. Il mercato è pronto. La domanda, per gli imprenditori ticinesi, non è più se esplorare le opportunità saudite — ma quando iniziare.
https://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2025/10/Evento_Allianz_pic1.jpg15122016Monica Zurfluhhttps://www.lcta.ch/site/wp-content/uploads/2024/05/LCTA-Logo-2024-r02-01.pngMonica Zurfluh2025-10-03 15:33:502025-10-03 15:33:51Ponti verso nuovi mercati: l’occasione saudita
Cliccando il pulsante «Accetta», acconsentite all’utilizzo di tutti i nostri cookie così come quelli dei nostri partner. Utilizziamo i cookie per raccogliere informazioni sulle visite al nostro sito web, con lo scopo di migliorare continuamente le prestazioni del nostro sito e fornire servizi di integrazione video, caratteri tipografici ed altri servizi. Per maggiori informazioni potete consultare la nostra informativa sulla privacy .
Quando visitate un sito web, questo può memorizzare o recuperare informazioni attraverso il vostro browser, di solito sotto forma di cookie. Poiché rispettiamo il vostro diritto alla privacy, potete scegliere di non consentire la raccolta di dati da alcuni tipi di servizi. Tuttavia, il mancato consenso a tali servizi potrebbe influire sull'esperienza dell'utente.
Questi cookie sono strettamente necessari per fornirti i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue funzionalità.
Poiché questi cookie sono strettamente necessari per la fruizione del sito web, non è possibile rifiutarli senza influire sul funzionamento del nostro sito. È possibile bloccarli o eliminarli modificando le impostazioni del browser e imporre il blocco di tutti i cookie su questo sito web.
Cookie di Google Analytics
Questi cookie raccolgono informazioni che vengono utilizzate sia per aiutarci a capire come viene utilizzato il nostro sito web o quanto sono efficaci le nostre campagne di marketing, o per aiutarci a personalizzare il nostro sito web e l'applicazione per voi al fine di migliorare la vostra esperienza.
Se non vuoi che tracciamo la tua visita al nostro sito puoi disabilitare il tracciamento nel tuo browser qui:
Google Fonts
Utilizziamo Google fonts per i caratteri tipografici nel sito.
Impostazioni per Google Webfont:
Video
Utilizziamo cookies di YouTube e/o Vimeo per l'integrazione di video esterni nel nostro sito.