Membro di direzione e responsabile del servizio Commodity Trade Finance a BancaStato

DAVIDE BIGNASCA

Qui di seguito riproponiamo l’intervista apparsa sul numero di giugno di TicinoBusiness, la rivista mensile della Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino (Cc-Ti).

È un settore forse poco conosciuto al pubblico ma molto importante per la piazza e l’economia ticinese: il “Commodity Trade Finance”. Abbiamo chiesto a Davide Bignasca – responsabile del servizio a BancaStato – di parlarcene.

Signor Bignasca, ci potrebbe spiegare cosa è il Commodity Trade Finance?
“È il settore che sostiene l’attività di acquisto e vendita di materie prime a livello internazionale sostenuta da vari attori: non solo il venditore e l’acquirente ma anche l’intermediario – ossia il trader – che si avvale del finanziamento della sua Banca. La Banca mette loro a disposizione gli strumenti bancari appropriati a questa tipologia di finanziamento; ad esempio una lettera di credito denominata anche credito documentario”.

Non è paradossale che una banca orientata al locale come BancaStato svolga un’attività dal respiro internazionale?
“Per nulla. Non è una contraddizione perché il nostro scopo è sostenere la piazza ticinese. Il Commodity Trade Finance è molto importante per il nostro Cantone: non sarà forse ampiamente risaputo ma il Ticino e soprattutto Lugano sono la capitale europea per il commercio di prodotti siderurgici. I più grandi attori di questo mercato sono nel nostro Cantone. Considerato che BancaStato persegue un mandato pubblico – sviluppare l’economia del territorio – svolgere questa attività è perfettamente coerente con la nostra natura
di Banca cantonale”.

Come ha reagito e come si è trasformato questo particolare mercato durante gli ultimi anni?
“Il settore ha fortemente risentito di quanto successo soprattutto nel 2008. La crisi ha cambiato l’approccio agli affari e anche le modalità di finanziamento: per esempio vi è molta più attenzione alla solidità finanziaria del trader. Molte piccole società attive in questo mercato sono sparite mentre quelle che hanno continuato ad operare si sono maggiormente
capitalizzate e strutturate anche a livello legale. Ci si è professionalizzati maggiormente anche a livello bancario e le valutazioni dei rischi sono molto più capillari e coinvolgono tutti gli attori nello svolgimento della transazione”.

Quindi la conoscenza delle controparti è uno strumento importante per mitigare i rischi.
“Assolutamente sì. Le polizze assicurative servono da paracadute qualora succeda l’imponderabile, ma occorre innanzitutto capire e valutare la destinazione finale dei finanziamenti. Si rende necessario anche viaggiare così da poter verificare di persona l’operatività della transazione e la movimentazione della merce”.

Il posto più lontano dove le è capitato di viaggiare per lavoro?
“Sono stato in Siberia a visitare le miniere di carbone a cielo aperto. Ero là con alcuni clienti con sede appunto a Lugano. Perché il carbone? Perché è molto importante per la produzione dell’acciaio e rientra dunque in questo particolare settore del Commodity Trade Finance”.

BancaStato è entrata nel settore quattro anni fa. Quale il bilancio finora? 
“Il bilancio è ottimo e la crescita è stata armoniosa. Intendiamo continuare a svilupparci gradualmente, sempre all’insegna dei valori di BancaStato che si basano
sulla sostenibilità degli affari”.

In Ticino esiste la Lugano Commodity Trading Association (LCTA): quale è la sua importanza?
“È un importante polo di competenza, di sviluppo e di networking. La LCTA organizza non solo specifici eventi per gli addetti ai lavori – come ad esempio tavole rotonde in Paesi chiave – ma offre loro anche la possibilità di seguire corsi mirati su particolari problematiche. È un’associazione di categoria che rafforza ulteriormente la piazza ticinese”.